10 chiodi nel legno

Sulla cattiva strada con Dante e De André

di Sergio Gallo e Dalia Gravela (2015)

Che cos’è il peccato? Solo un tiro sbagliato, un errore rimediabile, oppure una grave colpa da punire con rigore per chi manchi il segno?
Da una collina, dove tutto ha inizio e fine, se lo chiede Tito, ladrone scanzonato e sagace. Lo fa da uomo, ripercorrendo col racconto i momenti salienti della propria vita in uno scenario senza tempo, mentre la coscienza collettiva reclama pene esemplari.
Sarà quando Gesù si sta spegnendo sulla croce che Tito troverà una risposta, quasi disarmante per la sua semplicità.


10 CHIODI NEL LEGNO – Sulla cattiva strada con Dante e De André, offre spunti di riflessione Teramo 28 dic 2015attorno al tema del peccato. A confrontarsi lungo la cattiva strada, la visione del sommo Dante Alighieri, che nel suo straordinario Inferno assegna pene precise ed esemplari a ciascun peccatore, e il pensiero inclusivo e tollerante di Fabrizio De André, per il quale invece è praticamente impossibile distinguere nettamente tra virtù ed errore. Un confronto che prende forma nei ricordi di Tito, il buon ladrone che, in uno scenario senza tempo, mentre si avvia verso una fine ineluttabile ma comunque accettata con dignità e senza rimpianti, ripercorre col racconto i momenti salienti della propria vita. Lo fa attraverso i 10 comandamenti, tutti inchiodati col Cristo sulla croce, con la consapevolezza di uomo libero, e con una visione laica di ciò che la coscienza collettiva definisce peccato.

In scena:
Sergio Gallo – Tito/voce
Dalia Gravela – Dante/percussioni e piano
Francesco Galizia – sax, fisarmonica e piano
Donatella Olivieri – chitarra elettrica
Vito Mercadante – chitarra acustica

Arrangiamenti musicali: Donatella Olivieri e Francesco Galizia

Grafica e scenografia: Claudio Vino, Raffaele Dimichino e Gianmatteo Moramarco
(Liceo Artistico “Carlo Levi” di Matera)

Luci: Vincenzo Olivieri